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Coldiretti e Slow Food all’IPSAR di Alia per festeggiare la “Giornata Nazionale della Biodiversità”

Una giornata dedicata alla tutela della biodiversità agricola e alimentare, tra ricerca scientifica, testimonianze dal territorio e valorizzazione delle produzioni locali. È questo il filo conduttore dell’incontro svoltosi nella sala convegni dell’IPSAR di Alia in occasione della “Giornata Nazionale della Biodiversità”, celebrata alla presenza degli studenti dell’istituto, di operatori del settore, appassionati del mondo rurale e cittadini sensibili ai temi dell’ambiente e dell’alimentazione sostenibile.

L’iniziativa, promossa con il coinvolgimento di Coldiretti, Slow Food e del progetto DiverSicilia dell’Università di Palermo, ha rappresentato un importante momento di riflessione sul valore della biodiversità come patrimonio culturale, economico e identitario della Sicilia.

Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali della professoressa Rosa Puglisi, responsabile della sede IPSAR di Alia, che ha sottolineato il ruolo strategico della scuola nella formazione delle nuove generazioni sui temi della sostenibilità e della valorizzazione del territorio. A seguire il professore Francesco Sottile, docente dell’Università di Palermo e responsabile scientifico del progetto DiverSicilia, ha evidenziato l’importanza di creare un ponte tra ricerca scientifica, mondo agricolo e formazione scolastica, affinché la biodiversità diventi sempre più un elemento centrale delle politiche di sviluppo dei territori interni.

Di grande interesse l’intervento di Santo Caracappa, consulente scientifico dell’Istituto Zootecnico Sperimentale della Sicilia, che ha ripercorso l’evoluzione della zootecnia siciliana negli ultimi decenni. Caracappa ha ricordato come, in passato, l’introduzione di razze bovine provenienti dal Nord Italia abbia prodotto risultati spesso deludenti, favorendo invece una nuova consapevolezza sull’importanza delle razze autoctone siciliane, come la Cinisara e la Modicana, oggi considerate un patrimonio genetico e culturale di straordinario valore. L’analisi ha riguardato anche il mondo degli allevamenti ovini e caprini, mettendo in luce il legame profondo tra biodiversità animale, territorio e qualità delle produzioni casearie.

Valentina Gottuso ha invece illustrato le attività di ricerca svolte dal CO.RI.BI.A., Consorzio della Regione Siciliana impegnato nella tutela della biodiversità agraria. Nel suo intervento sono stati presentati alcuni studi dedicati a produzioni identitarie del territorio, come il ficodindia di Roccapalumba e la lenticchia di Villalba, insieme ad altre varietà locali a rischio di estinzione. Gottuso ha posto l’attenzione sul fenomeno dell’erosione genetica, sottolineando l’urgenza di salvaguardare varietà vegetali e razze animali che rappresentano una risorsa fondamentale per il futuro dell’agricoltura.

Particolarmente apprezzata la testimonianza della giovane imprenditrice agricola Rossella Capuzzo, già presidente regionale dei giovani di Coldiretti, che ha evidenziato il ruolo strategico dell’organizzazione agricola nella difesa del patrimonio genetico nazionale e siciliano. Capuzzo ha raccontato l’impegno quotidiano di tanti agricoltori che, spesso tra mille difficoltà, custodiscono semi antichi, allevano razze autoctone e mantengono vive tradizioni produttive che rischierebbero altrimenti di scomparire.

Domenico Madonia, assessore all’Agricoltura del Comune di Castronovo di Sicilia e agronomo, ha presentato il progetto “Prati stabili”, soffermandosi sul rapporto tra biodiversità vegetale, qualità delle produzioni lattiero-casearie e salute. Attraverso un’approfondita analisi delle essenze foraggere presenti nel territorio, Madonia ha spiegato come la ricchezza della flora pabulare influenzi il colore dei formaggi, la qualità del latte e la presenza di sostanze antiossidanti naturali, contribuendo a rendere uniche le produzioni casearie locali.
Gaetano Siracusa, promotore dell’iniziativa, ha quindi illustrato il progetto “DiverSicilia” dell’Università di Palermo, evidenziando il lavoro di ricerca, catalogazione e divulgazione svolto negli ultimi anni sulla biodiversità siciliana. Un progetto che coinvolge non solo il mondo accademico, ma anche gli istituti tecnici agrari e alberghieri, con l’obiettivo di trasmettere ai giovani il valore delle produzioni tradizionali e del patrimonio agroalimentare isolano.

Nel suo intervento Giuseppe Marsala, presidente di Coldiretti Palermo, ha ribadito l’impegno dell’organizzazione nella difesa della biodiversità agricola, definendola “una delle principali speranze per il futuro dell’agricoltura e della nostra stessa sopravvivenza”. Marsala ha sottolineato come la tutela delle varietà locali e delle produzioni identitarie rappresenti anche una risposta concreta alle sfide poste dai cambiamenti climatici e dalla globalizzazione dei mercati.

Le conclusioni sono state affidate al professore Francesco Sottile, che ha esposto in maniera inequivocabile una riflessione ampia sul significato contemporaneo della biodiversità. “La biodiversità – ha affermato – non è soltanto il numero delle specie presenti nei campi. È memoria, paesaggio, sapienza contadina, resilienza climatica e qualità del cibo. Quando perdiamo una varietà agricola perdiamo anche un pezzo della nostra storia”.

Sottile ha ricordato inoltre come l’Italia abbia riconosciuto ufficialmente questo patrimonio con la legge 194 del 2015, che ha istituito la Giornata nazionale della biodiversità di interesse agricolo e alimentare. Una ricorrenza che rappresenta un’occasione preziosa per riflettere sul valore della conservazione delle sementi antiche, delle razze autoctone e delle tradizioni produttive locali.

Il convegno è stato moderato dal giornalista Mario Liberto.

Nel corso della manifestazione è emerso con forza come la biodiversità rappresenti oggi non soltanto un tema ambientale, ma anche una concreta opportunità di innovazione e sviluppo: difesa dai cambiamenti climatici, sicurezza alimentare, qualità nutrizionale, economia dei territori interni, turismo enogastronomico e identità culturale sono tutti aspetti strettamente collegati alla tutela della diversità agricola e alimentare.
La giornata si è conclusa con una degustazione di prodotti tipici del territorio, autentica espressione della ricchezza agricola e gastronomica locale, trasformando il momento conviviale finale in una testimonianza concreta del valore della biodiversità sulla tavola e nella vita quotidiana delle comunità.