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Nel cuore dei Sicani alla scoperta del pecorino siciliano

La terza giornata escursionista del corso “Interprete Territorio e Gusto” organizzato da Maremontis, con il supporto di EPULAE Accademia Enogastronomica Internazionale, il patrocinio dell’Università dei Parchi e LAGAP (Libera Associazione Guide Ambientali-escursionistiche Professioniste) ha visto la presenza della comitiva di buongustai nella patria del pecorino siciliano l’azienda Ferranti nel territorio di Santo Stefano di Quisquina.

In questo luogo ameno della Sicilia, nel cuore del Parco dei Monti Sicani, precisamente lungo le sponde del lago Fanàco, sotto l’occhio vigile del Monastero bizantino di S. Stefano di Melia, si produce il miglior Pecorino Dop siciliano, premiato dall’Onaf nel 2019.

Per Domenico Ferranti: “Dietro al mio pecorino c’è un grande lavoro perché la nostra è un’azienda agricola che cura le essenze pabulari, la sistemazione dei pascoli, il benessere degli animali. Il nostro latte deve essere sempre perfetto per poter ottenere un buon formaggio ed è importante che un casaro sappia rispettare i giusti tempi e le giuste temperature. Chi va di fretta non farà mai un buon formaggio”.

L’azienda agricola Ferranti, che grazie ai suoi prodotti è conosciuta anche all’estero, soprattutto in America, ha un patrimonio di 1.500 pecore circa, alle quali si affiancano 250 mucche.

Ferranti è anche il presidente del Consorzio del Pecorino Siciliano, che in atto conta di 16 produttori di latte, 3 caseificatori e 11 caseificatori e stagionatori, tutti dislocati in diverse parti del territorio siciliano.

Il presidente Ferranti nel suo discorso introduttivo ha evidenziato che: “l’attività del Consorzio è stata in costante crescita, soprattutto negli ultimi tre anni. Poi ha ricordato: “Quella del Pecorino siciliano Dop è ancora una produzione di nicchia. Eppure è stato tra i primi formaggi ad essere riconosciuto e tutelato in Italia ancora prima che lo facesse l’Unione europea. Praticamente insieme a Parmigiano Reggiano e Grana Padano a metà degli anni ’50. Ma dei due formaggi italiani più conosciuti (e più imitati) non ha ancora avuto la stessa fortuna. Ed ha ancora aggiunto:” Si continua a lavorare sull’aggiornamento del disciplinare del Pecorino Siciliano DOP, e proprio il 20 dicembre 2018 sono state trasmesse a Bruxelles le risposte alle osservazioni della Commissione Europea circa le modifiche da apportare. Come sapete tali modifiche porteranno ad un aumento dell’offerta sul mercato attraverso la variegata tipologia dei prodotti offerti: tuma, primosale e semi-stagionato, alimenti che consentiranno di allargare il numero dei consumatori”.

“Relativamente alla promozione del pecorino siciliano DOP – Ferranti ha elencato le diverse attività intraprese nel 2018 – come la partecipazione a grandi eventi quali: L’ Organizzazione dei Trinacria d’oro 2018, al Cibus 2018 a Parma, l’evento Firriato di Milano, la presenza al Fancy Food a New York, l’evento svoltosi a Palermo: “Progetto latte” nelle Scuole, al Cous Cous Fest 2018 a San Vito lo Capo, inoltre siamo stati presenti a manifestazioni locali come la fiera di Mussomeli, la fiera di Ragusa, la sagra del Formaggio a S. Stefano Quisquina”.

Ha anche ricordato che “viene effettuata l’attività di vigilanza, compito continuamente svolto nella sola Sicilia da parte dell’agente vigilatore, in futuro si ritiene debba essere riorganizzata ed allargata verso altri territori di commercializzazione del pecorino siciliano”. E ancora: “Con Decreto Ministeriale 15640 del 5 maggio 2018 abbiamo avuto il riconoscimento dei consorzio da parte del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari, Forestali e del Turismo; il 12 dicembre dei 2018 è stato stipulato un accordo di collaborazione con l’Università di Messina finalizzato alla determinazione della fosfatasi nel formaggio; inoltre, è stata realizzata un“ Associazione temporanea di scopo con il consorzio Vastedda del Belice, con DM 82436 del 22 novembre 2018, per il finanziamento di un progetto del Ministero delle Politiche Agricole di 4.650 euro per attività di formazione ai banconisti di 5 gruppi commerciali siciliani. Per il 2019 sono in programma diverse attività di collaborazione per attività di promozione e di ricerca sul Pecorino Siciliano DOP. In particolare il consorzio ha aderito ai programma Canestrum Casei insieme con nove istituzioni fra Università ed Enti di Ricerca. Inoltre ha in corso un partenariato con università, consorzi di tutela ed aziende zootecniche per la presentazione di un progetto finalizzato al miglioramento della qualità del pecorino siciliano DOP. Saremo presenti alla trasmissione Frigo di RAI 2 nella puntata del 30 marzo 2019”.

Un consorzio che si muove che intende procedere per ridare slancio e dignità ad un prodotto storico e ad un comparto in grosse difficoltà determinato da: una crescente incertezza nel collocamento dei prodotti agricoli, la stagnazione dei prezzi, l’aumento dei costi di produzione, l’incapacità a finanziare gli investimenti, l’aumento dell’indebitamento, la minore protezione pubblica dei mercati, la spietata concorrenza con prodotti i cui prezzi di vendita risultano inferiori ai prezzi di produzione che fanno sospettare un livello qualitativo ed organolettico dubbio.

Il presidente Ferranti nonostante tutto è molto fiducioso: “Si assiste negli ultimi tempi ad una maggiore consapevolezza da parte consumatore e dell’opinione pubblica sui rischi derivanti da una non adeguata alimentazione: testimonianza ne è anche la crescita dei format televisivi che mettono a disposizione delle famiglie numerosi approfondimenti sulle caratteristiche sensoriali, sulla tipicità e sulla tradizione del patrimonio enogastronomico italiano, e la riscoperta di vecchie tecniche alimentari e relativi ingredienti”.