La Banca della Terra di Sicilia diventa realtà

Diventa una realtà la Banca della Terra di Sicilia, l’albo che permetterà di valorizzare terreni incolti e abbandonati di proprietà pubblica o privata anche per scopi di valenza sociale e per la creazione di occupazione.

È stato pubblicato lo scorso 7 marzo sulla Gazzetta ufficiale della Regione Siciliana il decreto dell’assessorato regionale all’Agricoltura n.11/GAB del 24 febbraio che attua l’albo (istituito ai sensi del comma 1 dell’articolo 21 della legge regionale 31 gennaio 2014, n. 5) che ha lo scopo di rafforzare le opportunità occupazionali e di reddito delle aree rurali, valorizzando il patrimonio agricolo forestale pubblico o privato che sia incolto o abbandonato.

La Banca della Terra di Sicilia è un elenco periodicamente aggiornato dall’Assessorato regionale dell’agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea contenente le informazioni relative alla consistenza, destinazione e utilizzazione dei beni nonché, in caso di assegnazione a terzi, i dati identificativi del concessionario, gli estremi, l’oggetto e la durata dell’atto di concessione.

L’albo comprende i terreni, i borghi e gli immobili della riforma agraria che sono nella disponibilità dell’Ente di sviluppo agricolo (Esa); i terreni e gli immobili del demanio forestale dell’Amministrazione regionale; i terreni e gli immobili di proprietà dell’Assessorato regionale dell’agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea e degli enti sottoposti a tutela e vigilanza dello stesso.

Grazie a questo albo di procederà all’assegnazione dei beni per la realizzazione di finalità solidaristiche e per il perseguimento di vari obiettivi dalla produzione agricola destinata in parte ai soci della cooperativa sociale assegnataria dei terreni, alla produzione energetica da fonti rinnovabili attraverso l’installazione di tettoie fotovoltaiche utilizzando le apposite risorse comunitarie e nazionali. L’introito derivante dalla vendita dell’energia al gestore della rete è destinato in parte alla Regione, come royalties di utilizzo, ed in parte ai soci della cooperativa sociale assegnataria dei terreni, come reddito di dignità. La concessione dei beni avviene esclusivamente attraverso procedure di evidenza pubblica.

I Dipartimenti dell’Assessorato regionale dell’agricoltura, gli enti sottoposti a vigilanza dello stesso Assessorato, gli enti locali e/o altri enti pubblici, nonché i soggetti privati, singoli o associati, interessati a concedere beni immobili in uso gratuito all’Amministrazione regionale dovranno fare pervenire apposita manifestazione di interesse al Dipartimento regionale dell’agricoltura presentando anche informazioni sui terreni e in particolare la località, gli estremi catastali, l’attuale destinazione e/o l’eventuale disponibilità.

6 pensieri riguardo “La Banca della Terra di Sicilia diventa realtà

  • 15 marzo 2015 in 13:00
    Permalink

    Ho 3 ettari di uliveti in prov di Siracusa che per motivi di salute faccio fatica a coltivare. Vorrei affidare la coltivazione a dei giovani volenterosi e disoccupati. Offro anche possibilita’ di alloggio. Sapreste dirmi a chi posso rivolgermi? Distinti saluti Angelo

    • 22 aprile 2015 in 10:07
      Permalink

      Salve, io e i miei fratelli saremmo interessati alla sua proposta se ancora disponibile, aspetto contatti cordiali saluti

    • 15 giugno 2015 in 10:36
      Permalink

      buongiorno angelo sono Franco di Milano con la passione per la agricoltura

      naturale e per la Sicilia. Ho degli amici che hanno comprato della terra
      nel ragusano vorrei sapere se è la offerta è ancora disponibile grazie

  • 26 giugno 2015 in 9:51
    Permalink

    salve come si si ottiene una concessione di un terreno agricolo. siamo tre fratelli interessati non avendo lavoro ci vorremmo dedicare alla agricoltura. e se ci sono terreni disponibili a piana degli albanesi essendo vicino a casa nostra.

  • Pingback: Anche in Trentino nasce la banca della terra - Criticamente

I commenti sono chiusi