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Veri Sapori: dai Sicani alle Madonie

“Veri Sapori: dai Sicani alle Madonie” non è solo il nome della manifestazione che ha visto protagonista il territorio delle “terre di mezzo”, cioè i territori dei comuni di Valledolmo, Alia, Roccapalumba, Vicari, Lercara Friddi, Castronovo di Sicilia e la sua Marcatobianco, Montemaggiore Belsito, Vallelunga, Vicari, comunità piene di fascino e gioiosità che hanno fatto dell’agricoltura e dell’agroalimentare l’elemento della propria sussistenza e dello sviluppo, ma anche l’intestazione di un progetto di sviluppo che la cooperativa “Gamma” di Valledolmo insieme ad altre realtà culturali locali si è intestata per valorizzare il proprio territorio.

Villa Dafne in agro di Alia, simbolo del riscatto culturale, economico e rurale, al centro delle “Terre di mezzo” o come l’hanno battezzato i carusi di Alia “Terre di Kokalos”, ha ospitato una kermesse che, come una grande vetrina, ha consentito alle imprese del territorio di potere mostrare tutta la loro potenzialità. Grani, oli, conserve, formaggi, birre, legumi, e tanti altri gioielli gastronomici posti in vetrina per un pubblico attento e di buongustai.

La giornata

La kermesse ha richiamato nel corso dell’intera giornata più di cinquecento persone, interessati al buon cibo e alle valenze del territorio.
La giornata è stata aperta con un convegno molto interessante: “Come gestire il boom dei grani antichi”. Dopo l’intervento di Giuseppe Modica portavoce della cooperativa “Gamma”, il quale ha ringraziato tutti i presenti e le aziende espositrici, ha evidenziato che: “l’iniziativa odierna si deve considerare una prova generale per analoghe manifestazioni che ci vedranno presenti in altre fiere siciliane e italiane”. Ed inoltre: “appuntamenti nel capoluogo siciliano portando “la campagna in città e la città in campagna”.
A seguire è intervenuto il commissario del Parco delle Madonie prendendo impegni portare gli imprenditori delle “Terre di mezzo” in tutte le manifestazioni che il Parco delle Madonie andrà a curare o partecipare. Il dirigente del Parco Peppuccio Bonomo ha presentato le attività del Parco quelle attuate e quelle da attuare.

Convegno: “Come gestire il boom dei grani antichi”

I “grani antichi”, è un argomento caldo su cui si flettono tante attenzioni da parte: dei produttori, che sperano di lucrare qualche centesimo in più, rispetto a quelli attuali, con un prodotto diversificato e più sostenibile; dall’interesse di un consumatore sempre più attento agli aspetti salutistici e impaurito da tanta informazione spazzatura; dalle aziende sementiere che tendono a monopolizzare questo nuovo business. Le relazioni sono state tenute da professionisti del settore: Dino Messina, Dirigente Ricercatore Consorzio Ballatore, Giovanni Dara Guccione, Ricercatore CREA PB, Salvatore Lo Forte, Nutrizionista, Vito Sinatra, Dirigente Servizio Fitosanitario. Sono intervenuti anche Tommaso Miceli, responsabile “Vallolmo Madonita s.r.l.”, Vincenzo Battaglia, responsabile “Azienda Fuedo Masinazzu”, Gaetano Siragusa, azienda “Officinalia”. Ha moderato Mario Liberto (Sicilia Agricoltura). Gli interventi hanno riguardato: le origini e le produzioni regionali e nazionali dei grani antichi; la certificazione e le procedure per il riconoscimento dei grandi antichi, o meglio di conservazione; gli effetti salutistici dei grani antichi (intolleranze e celiachia); metodologie e procedure degli organismi di controllo a livello regionale, nazionale ed Europeo sui grani importati; le esperienze dirette di tre operatori del settore: un mugnaio, un pastificatore e un panificatore. Interessante il dibattito scaturito successivamente all’incontro con un pubblico e operatori interessatissimi a chiedere informazioni tecniche e curiosità.

Degustazione prodotti a Km “0”

Gradita ed apprezzata la degustazione guidata con i prodotti del territorio, tutti rigorosamente a km “0”. In mostra i gioielli gastronomici legati alla cerealicoltura: pane realizzato con semole di “Perciasacchi”, “Russello” e “Timilia”, abbinati a formaggi freschi e semistagionati, pomodoro secco, salumi locali, olive, ricotta, ortaggi di stagione fritti, ecc., tutto nel rispetto della tradizione e della stagionalità. I primi hanno riguardato la pasta prodotta da aziende del territorio, insaporite dal passato di pomodoro siccagno “oro rosso” coltivato nel medesimo areale. Per esaltare lo zafferano coltivato da alcune aziende del territorio si è utilizzato l’ottimo baccalà. Hanno fatto parte del pranzo i cannolicchi riempiti con ricotta dolcificata. Il tutto annaffiato dal vino della Cantina Castellucci Miano di Valledolmo.

“A tutta birra”

“A tutta birra” è il titolo della relazione dedicata alla birra condotta dall’agronomo Simone Sangiorgio. I birrifici agricoli costituiscono un punto di svolta per l’agricoltura multifunzionale, iniziativa che fa parte delle attività connesse che ha consentito di ampliare le opportunità agli imprenditori agricoli. Dopo una presentazione delle fasi e modalità di preparazione della birra si è passati alla degustazione. I presenti incuriositi hanno potuto constatare le procedure per l’assaggio sensoriale di diverse birre.

Spazio anche agli artigiani e non solo

Opportunità per gli artigiani “Codatorialità nelle reti d’imprese, per essere più competitivi nei mercati abbattendo i costi di gestione”. E’ questo il titolo dell’intervento tenuto dal Segretario generale degli operatori artigiani CASA Maurizio Pucceri, il quale ha tenuto a precisare che: “L’istituto della codatorialità è stato introdotto per rispondere all’esigenza delle piccole imprese di costituire un’aggregazione utile all’accrescimento, nonché al rafforzamento nell’ambito di un contesto fortemente concorrenziale”. Apprezzato anche l’argomento che ha riguardato le agevolazioni legati alla “legge Biagi”.

Talk Show dal titolo: “Olio EVO: dagli scaffali dei supermercati a quelli delle farmacie”

La giornata convegnistica si è chiusa con un Talk Show dal titolo: “Olio EVO: dagli scaffali dei supermercati a quelli delle farmacie”. Le relazioni sono servite a fare riflettere sulle opportunità nutraceutiche dell’olio evo. Olio che se ha i parametri che contengano almeno 5 mg di idrossitirosolo e suoi derivati (ad esempio, complesso oleuropeina e tirosolo) per 20 g di olio d’oliva può, secondo il Regolamento CE n. 1924/2006, considerare come un potentissimo antiossidante naturale che contribuisce alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo. Un olio con queste caratteristiche va riconosciuto ufficialmente “naturalmente nutraceutico” e dalle proprietà antiossidanti. Il Regolamento Ue 432/2012 (in vigore da dicembre 2012) relativo alla compilazione di un elenco di indicazioni sulla salute consentite sui prodotti alimentari stabilisce che “i polifenoli dell’olio di oliva contribuiscono alla protezione dei lipidi ematici dallo stress ossidativo”. Al Talk Show sono intervenuti: Francesco Caruso, studioso dell’olio evo, Pasquale Marino, fiduciario della Condotta Slow Food “Monti Sicani”, Francesco Bruscato, Tecnico Regione Sicilia – U.I.A. di Lercara Friddi, Mario Terrasi, Direttore Olioliva, Giuseppe Ippolito, Tecnico Olioliva. Ha condotto Mario Liberto (Sicilia Agricoltura).
Pasquale Marino, Mario Terrasi e Francesco Bruscato, hanno condotto la degustazione dell’olio evo del Campo Carboj dell’Esa che ha i parametri giusti per essere riconosciuto olio nutraceurico.

I grani antichi a tavola

La manifestazione si è chiusa con una degustazione guidata di sfincione, realizzati con semole di Perciasacchi, Russello, Maiorca, Timilia e di grani comuni. I presenti hanno potuto confrontare, attraverso i vari sfincioni, le varie semole e i prodotti ottenuti, confronto che si è avuto anche con il pane. Degustati anche tre sfincioni di Bagheria portati dai rappresentanti della “Piana d’oro” della stessa cittadina che lo promuove.

Riflessioni

Se la manifestazione aveva come obiettivo principale quello di mettere il territorio con le sue ricchezze, insieme agli attori economici e sociali nonché ai prodotti al centro dell’attenzione, considerato l’entusiasmo dei presenti e degli operatori, è stato raggiunto ampiamente.
La manifestazione ha fatto scaturire anche altri obiettivi secondari. Infatti, è stato una maniera per incontrarsi, raccontarsi e confrontarsi (produttore e consumatore) con un’utenza sempre più disorientata e confusa da una pubblicità a volte ingannevole e stucchevole che non consente, a domanda e offerta, di ritrovarsi a dialogare.
E’ stato un momento per far capire agli operatori che è indispensabile realizzare un modello di sistema locale territoriale (SLoT), strumento orami utilizzato per tutte le programmazioni territoriali, compreso quello del “Turismo responsabile ed esperenziale”. Un modello, autonomo, governato dal principio di sussidiarietà con una governace autonoma e referenziata. Il modello si fa carico di ereditare risorse del passato, di organizzarle in progettualità attuali e attuabili in un’ottica futura di Sostenibilità.
Il punto centrale delle medesime finalità ha trovato il suo fil rouge nella strategia intersettoriale dell’iniziativa con il coinvolgimento dei comparti: agroalimentare, artigianato e turistico, che costituiscono gli ambiti prioritari del medesimo programma.