L’uso del rame dopo la potatura dell’olivo

In questo periodo iniziano le pratiche di potatura dell’olivo. Diamo dei suggerimenti riguardo l’esigenza di effettuare eventuali trattamenti fitosanitari.

Mummificazione delle drupe
Nei decenni passati gli anziani raccomandavano ai più giovani di lasciare qualche drupa che potesse sfamare qualche passerotto. Oggi, anche senza questa raccomandazione la raccolta meccanica non consente la completa eliminazione delle drupe dalla pianta. Queste, drupe sono esposte agli attacchi di fitofagi come la mosca e di funghi fitopatogeni, che possono causare la  “mummificazione” della stessa senza cascolare e costituire una sensibile fonte di inoculo nella prossima stagione vegetativa.

Disinfettare le ferite
Per ridurre la carica di malattie fungine, negli oliveti dove si sono osservati attacchi sulle foglie di occhio di pavone (Spilocea oleagina) o cercosporiosi (Mycocentrospora dadosporioides) e sui frutti di lebbra (Gloeosporium olivarum, G. acutatum) o del fungo Camarosporium dalmaticum (diffuso dalla Prolasioptera berlesiana, insetto predatore delle uova di mosca delle olive), è consigliabile effettuare un trattamento con prodotti a base di rame che disinfettano le ferite causate durante la raccolta dagli agevolatori meccanici o dai tagli dei rami e che tengono a freno le malattie crittogamiche e la rogna batterica.

Per la lebbra, più che i trattamenti invernali, sono utili quelli contro le infezioni latenti primaverili utilizzando i prodotti specificamente registrati per l’avversità. In primavera, infatti, il fungo colonizza i residui fogliari, le olivine, i teneri rametti e le foglie e si mantiene in forma di micelio fino alle prime piogge autunnali, quando differenzia i conidi e diffonde l’infezione sulle drupe.

Potatura anticipata
A chi anticipa la potatura in questo periodo, si raccomanda di eliminare i rami infetti da “rogna” (noduli provocati dal batterio Pseudomonas syringae subsp. savastanoi), soprattutto negli impianti giovani. Un’altra operazione sanitaria importante durante la potatura è la slupatura delle parti legnose attaccate da carie: dopo aver rimosso il legno alterato è necessario disinfettare e coprire con appositi mastici o soluzioni anticrittogamiche le ferite aperte.

Durante la potatura particolare attenzione andrà posta nell’osservare l’eventuale presenza di larve del rodilegno giallo (Zeuzera pyrina), evidenziabile dalla presenza di rasura alla base delle piante o dai fori di penetrazione nei rami. I rametti colpiti andranno asportati e bruciati. Per le grosse branche con fori di penetrazione, si ricorrerà all’uncinatura delle larve, introducendo nelle gallerie un fil di ferro uncinato o un filo dei freni delle biciclette. I fori delle gallerie dovranno essere chiusi con mastice cicatrizzante.

I danni dell’oziorrinco
Per limitare i danni degli oziorrinchi (Otiorrhyncus spp.) sulla nuova vegetazione o alla ripresa vegetativa, si potranno fasciare i tronchi delle giovani piante con “lana artificiale”, creando uno sbarramento in cui gli adulti rimangono intrappolati mentre dal terreno risalgono il tronco per portarsi sulle foglie, negli impianti adulti, su piante ben sviluppate, potrebbe essere sufficiente lasciare qualche pollone allo ceppala su cui si concentrerà l’attività trofico degli oziorrinchi.